LO SCRITTORE – 3

Ieri pensando al nostro appuntamento ho presagito il tuo malore e sono subito partito per aiutarti...

Ero stato ben sveglio l’ultima volta che, a casa mia, aveva letto la seconda parte della storia della sua vita.  Mi diede un appuntamento preciso per la volta successiva che ci saremmo rivisti: il 13 settembre del 2009. Più si avvicinava la fatidica data, più mi sentivo in ansia. Non temevo lui. In fondo sapevo che era un buon diavolo. Un uomo buono, pieno d’amore per gli altri. La sofferenza e la disperazione non avevano offuscato minimamente la sua bontà interiore. Eppure sentivo uno strano sentimento di paura che mi creava angoscia al pensiero che tra qualche giorno ci saremmo incontrati. Forse era meglio non sapere il momento dell’incontro, come le altre volte. Poteva non crearmi quella strana sensazione che avvertivo e che non mi faceva presagire niente di buono. Mi sentivo terribilmente confuso. Andai a rivedere la data sul calendario del mio cellulare e vidi che il 13/09/2009 capitava di domenica. Mancavano solo due giorni. Improvvisamente mi venne un forte bisogno di alzarmi dal letto per andare in bagno. Mi alzai quasi di scatto. Un impeto che mi costò caro. Mi venne un giramento di testa, persi l’equilibrio e cascai a terra a peso morto. Cercai di salvare il cellulare, ma questo mi fece cadere male, con l’avambraccio destro che subì una dolorosa distorsione. Non stavo bene. Ora, oltre alla confusione mentale, avvertivo un forte dolore al braccio e fui assalito improvvisamente da brividi di freddo. Mi feci forza. Non potevo rinunciare ad andare in bagno, ma non vedevo l’ora di tornare a letto. Le coperte non riuscivano ad attenuare il freddo che avvertivo per tutto il corpo. Oltre al braccio, dolori diffusi ovunque. Una strana sensazione che di lì a breve sarei morto. Cercai di dormire senza riuscirci. Mi battevano i denti e mi faceva male la testa. Erano due ore che stavo a combattere coi miei malanni. Ora il respiro era diventato affannoso e il cuore lo sentivo battere forte. Stavo morendo. Ero solo. Nessuno poteva aiutarmi. Non riuscivo nemmeno a usare il cellulare. Inaspettatamente un’ombra nera cominciò a volteggiare proprio davanti ai miei occhi. Pensai “Questa è l’ombra della morte. È giunta la mia ora.”

“Vecchio mio, non è giunta ancora la tua ora!”

Era lui, ne ero sicuro. Mi rilassai. Egli mi si avvicinò e mi pose la mano destra sopra la testa e rimase così, in quella posizione, per qualche minuto, immobile. La sua mano sembrava trasmettermi un fluido calore che si diffondeva per tutto il mio corpo. Senza che me ne rendessi conto persi i sensi. Non so quanto tempo sono rimasto svenuto. Nel riprendere i sensi, lo vidi immobile e mi fissava. Mi disse con voce suadente e carezzevole:

“Benvenuto tra i vivi!”

Mi sentivo proprio bene. Non ero più confuso. Il braccio non mi faceva male e provavo una sensazione di benessere generale. Alzandomi lentamente gli chiesi:

“Quanto tempo sono rimasto svenuto?”

“Due ore. Dovresti stare più attento alla salute. Hai avuto un leggero infarto che sono riuscito a debellare con la pranoterapia. Probabilmente saresti morto senza di me. Ieri pensando al nostro appuntamento ho presagito il tuo malore e sono subito partito per aiutarti. Sono giunto al momento giusto. Avevi la pressione molto alta.”

“Ho sempre avuto la pressione alta. Devo aver dimenticato di prendere la solita pillola …”

“Ti consiglio di non dimenticarla mai più, se vuoi vivere a lungo.”

Pensai tra me e me che non ci tenevo affatto a vivere troppo a lungo e che, se non ci fosse stato il suo intervento, adesso starei tranquillo e senza più problemi, nel mondo dei morti. Disse:

“Bel modo di ringraziarmi!”

Avevo dimenticato la sua capacità di leggere nel pensiero. Lo guardai e sorrisi.

“Bene. È il momento di continuare la lettura. Fai tutto tu. Io resto qui a letto ad ascoltarti.”

Accese il computer, aprì il file che gli interessava e cominciò a leggere.

Il passo letterario “Lo scrittore 3″ è tratto dal libro “POLVERE“, terzo volume della trilogia “IL SENSO DELLA VITA“.

Esso rappresenta il “Prologo”, una cornice al romanzo vero e proprio, una storia nella storia.

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Pubblicato da demartinoantonio

DOCENTE DI LINGUA INGLESE, SCRITTORE.

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