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Noi Scrittori

Se siete scrittori esordienti, come me, e iniziate a leggere questo articolo, vi esorto a non fermarvi a metà. Andate fino in fondo, perché ‘ …dulcis in fundo’.

Per pubblicare la propria opera molti neo-scrittori si attengono al procedimento classico: inviano il proprio manoscritto alle varie Case Editrici. Il manoscritto non viene proprio preso in considerazione dalle Case Editrici importanti, ma solo da quelle poco note e con impatto a livello locale. Queste ultime sono ben liete di accettare e pubblicare a pagamento, tanto il loro guadagno lo fanno subito. Magari non sanno niente del contenuto dell’opera. Magari se ne interessano a malapena, solo ad incasso avvenuto. Nella maggior parte dei casi, il romanzo viene pubblicato e viene venduto agli amici e ai parenti dello scrittore. Qualche copia viene venduta nel corso di qualche presentazione, dopodiché il libro muore lì. Lo scrittore si chiede: “Cos’è che non ha funzionato? Ho messo tutto il mio impegno. È una bella storia! La trama è coinvolgente. I personaggi sono perfetti. Sembrano scolpiti. C’è sufficiente suspence per far lievitare l’interesse. A tutti i miei amici è piaciuto e lo hanno anche acquistato. Perché si è bloccato il meccanismo e vendo solo raramente qualche copia?”

L’autore rimane perplesso e non sa rispondere. Eppure la risposta è semplicissima, è a portata di mano. Il libro non è stato pubblicizzato su ampia scala, ma solo nella piccola cerchia degli amici e dei parenti. Per poter attivare i canali di marketing su larga scala c’è bisogno di ben altro. Non mi sento di colpevolizzare le piccole Case Editrici che sopravvivono proprio grazie alle piccole tirature di libri autofinanziati e autopromossi dagli stessi autori. Escluderò dalla mia analisi tutte le piccole Case Editrici, comprese quelle locali, se non addirittura di quartiere, e quelle specializzate a pubblicizzare luoghi storici e turistici. Escluderò anche i colossi dell’editoria che solo raramente si preoccupano di pubblicare opere di scrittori sconosciuti. Per essi bisogna fare un discorso a parte.

L’ideale per uno scrittore esordiente sarebbe di convincere una Casa Editrice importante a pubblicare la propria opera. È il primo passo verso un successo quasi assicurato. Cerchiamo di capirne la ragione.

Una Casa Editrice importante, generalmente, ha già una propria platea di lettori affezionati. Questi sono dei veri e propri clienti per i quali la CE gode di un certo credito per il tipo di opera offerta, per il tipo di autore, ma soprattutto per la qualità sia dell’opera che dell’autore. Guai mai a cambiare qualcosa. La CE deve preoccuparsi di mantenere, e magari accrescere, la propria platea di lettori. Come? Presentando autori noti, ma anche esordienti che producano alta qualità. È l’unico modo per combattere la concorrenza sia dei colossi dell’Editoria, sia delle piccole CE. Come possiamo capire, ogni livello di produzione editoriale cerca di coltivare il proprio orto. Ognuno si crea una propria nicchia di mercato.

Una Casa Editrice storica, che col tempo si è creata una propria platea di lettori, grazie alla presentazione di opere letterarie di una certa qualità, deve lottare per cercare di mantenere i propri standard e di andare anche oltre. Per essa la qualità è un elemento fondamentale. Per lo scrittore esordiente, riuscire a pubblicare la propria opera con una CE importante significa aver dimostrato una qualità che va oltre l’ordinario. La convinzione che l’opera è degna di essere pubblicata non emerge certo dalle perorazioni dello scrittore esordiente, ma da dati oggettivi scaturenti dalle osservazioni di valutatori attenti ed esperti. Ogni opera viene, quindi, attentamente valutata. Per fare questo si affrontano dei costi che talvolta sono anche elevati. Ovviamente ci sono vari metodi per una valutazione. Il metodo più accreditato è quello che prevede più passaggi. Nel primo passaggio il valutatore legge i dati dell’autore e la sinossi dell’opera. Scatta la prima valutazione. Se la sinossi convince, perché risponde alle aspettative editoriali, allora si va al secondo passaggio, altrimenti l’opera viene scartata e non viene proprio letta. Il secondo passaggio è quello più importante. Esso prevede la lettura della prima parte dell’opera, uno o due capitoli (incipit). Se l’incipit convince, per lo stile, per l’interesse che riesce a stimolare, per i personaggi, per l’ambientazione e per l’efficacia della trama, allora si procede verso il terzo passaggio: la lettura di tutta l’opera. Questa non può avvenire con trascuratezza. Il valutatore legge l’opera armato di una scheda di valutazione, dove annota tutte le proprie osservazioni e, alla fine, dà un vero e proprio voto ai vari elementi del romanzo che potrebbero essere: ambientazione, trama, personaggi, lingua, stile …

Facciamo un esempio pratico. Alla CE arrivano 50 manoscritti. 25 vengono scartati subito perché la sinossi è poco convincente. Il valutatore legge l’incipit dei 25 manoscritti restanti e ne sceglie solo 5. Legge i cinque libri che più lo convincono e, alla fine, dalle schede di valutazione emerge che un manoscritto viene valutato appena sufficiente, altri due sono un po’ al di sopra della sufficienza, un altro è da considerarsi buono e un altro è da ritenersi ottimo. La Casa Editrice pubblicherà solo i manoscritti che verranno valutati ottimo, per mantenere alto lo standard qualitativo di riferimento, facendo crescere il proprio pubblico. Ha dovuto pagare un valutatore che ha dovuto leggere e valutare 50 sinossi, 25 incipit, 5 romanzi, per pubblicare un solo romanzo. Poteva anche capitare che nessun romanzo veniva valutato ottimo, questo avrebbe significato una spesa e nessun romanzo pubblicato.

Quattro anni fa mi sono imbattuto in una piattaforma che sicuramente tutti gli scrittori esordienti conoscono bene. Parlo del Torneo Letterario ‘IO SCRITTORE’.

In 10 anni:

  226.246 Giudizi su incipit e opere. – 31.655 Aspiranti autori iscritti – 2.827 Opere valutate in finale – 133 Nuovi autori pubblicati – 1 milione di euro di royalties distribuite agli autori. Un grande successo!

‘IO SCRITTORE’ è da considerarsi un ottimo stratagemma del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), composto da 14 case editrici e 20 marchi editoriali, che ha lanciato negli ultimi anni importantissimi bestseller e grandi autori. Il Gruppo, inventandosi il famoso torneo, è riuscito ad eliminare le spese di una delle figure più qualificanti di una CE, quella di colui che deve valutare il manoscritto. Sono gli stessi scrittori a fare da valutatori. Ovviamente il giudizio in alcuni casi potrebbe risultare falsato, perché non tutti gli scrittori, diventati valutatori, riescono ad essere obiettivi. Tra l’altro, qualche scrittore furbo sottovaluta gli incipit o le opere che gli vengono sottoposte, affinché rimanga sopravvalutato il proprio incipit o opera. Ma questo riguarderà solo parzialmente e marginalmente una piccola porzione delle innumerevoli opere che vengono esaminate. È difficile per uno scrittore sottostimare dei capolavori. Lo scrittore non può fare a meno di immedesimarsi nell’autore dell’autentico capolavoro e, inevitabilmente, in un torneo di così ampio respiro, i capolavori emergeranno. Onore al merito degli ideatori di questa magistrale e geniale strategia.

Veniamo al punto. In tutta questa storia quali sono le persone più maltrattate e calpestate, quelle che danno tanto, ma non ricevono nulla in cambio? Suvvia, non è difficile rispondere. Sono gli scrittori. Quelli che si sono sacrificati per uno o più anni per scrivere un’opera letteraria, che si sono sforzati a valutare gli incipit e le opere degli altri, ma che, alla fine, si ritrovano con un pugno di mosche.

A dire il vero, in questa analisi ho avuto modo di riflettere e una mezza idea geniale, forse, è venuta anche a me. Mi è venuta come un lampo, proprio mentre terminavo di scrivere codesto articolo. Non so cosa ne pensiate voi, ma a me piace! Non ne voglio parlare approfonditamente ora, magari ne parlerò in un prossimo post. Magari non ne parlerò più pubblicamente.

È mia convinzione che un centinaio di scrittori, uniti da un unico proposito, venuto fuori dalla mia idea, sarebbe in grado di rivoluzionare il mondo dell’editoria o, perlomeno, di creare delle nuove nicchie di mercato in grado di soddisfare gli scrittori stessi, più che le CE. Anticipo qualche altra cosa di questa idea embrionale.

Il primo passo sarebbe quello di creare una lista di scrittori, come dicevo prima, almeno un centinaio in partenza, attraverso un modulo di iscrizione che preveda la richiesta dei seguenti dati basilari: Cognome, Nome, email. Questo per consentire uno scambio di idee veramente libero. Attraverso un’email possiamo scrivere più liberamente, allegare e linkare senza vincoli e senza controlli e il rischio di essere bloccati da terze parti.

Il secondo passo potrebbe essere quello di creare un sito che potremmo chiamare ‘NOI SCRITTORI’ magari utilizzando la piattaforma gratuita di WordPress.

Il sito ‘NOI SCRITTORI’ avrebbe le seguenti fondamentali funzioni:

1 – Accettare le istanze di scrittori, con obbligo di iscrizione, che desiderano far valutare e recensire un proprio manoscritto.

2 – Pubblicare, magari con un proprio marchio editoriale, e pubblicizzare opere che abbiano ricevuto una valutazione che vada da ‘Buono’ a ‘Ottimo’.

Il terzo passo potrebbe essere quello di veicolare, attraverso i social media, il pubblico di lettori verso il sito, garantendo la qualità delle opere pubblicizzate. Lo scopo finale dovrebbe essere quello di creare un’ampia platea di lettori, selezionati e affezionati.

Mi rendo conto che l’idea non è affatto semplice e, forse, neanche del tutto originale. Di originale ci sarebbe l’idea di base che siano gli scrittori a decidere sulla validità o meno degli scrittori. Una specie di sindacato degli scrittori. Non è possibile esaminarne tutti i risvolti e i dettagli in poche righe. Io dico che quando viene un’idea e si è convinti, il momento più difficile è quello di avere il coraggio di iniziare. Poi da cosa nasce cosa … Vi lascio augurandovi ogni bene e la realizzazione dei vostri sogni, ma soprattutto vi lascio augurandovi di pensarci bene prima di compilare il modulo dove vi condurrà il seguente LINK. Se saremo almeno un centinaio, chissà …? Male che vada, avremo aperto un confronto su qualcosa che comunque ci accomuna e ci fa sentire solidali tra noi.

MODULO DI ISCRIZIONE DEGLI SCRITTORI CHE INTENDONO PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA DI CUI SOPRA:

N.B. Si può utilizzare per la compilazione sia il pulsante a fondo celeste, che apre il modulo in una nuova pagina, sia direttamente il modulo con il fondo giallo.

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Interiorità contro la società

di STANTIA

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Interiorità contro la società

Coloro che hanno la capacità di reggere la propria anima e un proprio mondo interiore, per emergere e far valere le proprie opinioni in una società caotica, insensata e violenta come la nostra, hanno bisogno di difendersi da chi è diverso da loro; per farlo dovranno conoscere la visione del mondo altrui e apprendere un linguaggio che gli altri siano in grado di capire.

Attuando questo processo si distrugge la propria diversità, Il proprio mondo a causa dell’enorme numero di informazioni da assimilare, le quali modificheranno le proprie. Si distrugge il proprio linguaggio, il proprio modo di sentire.

Perdersi in società o ritrovarsi in solitudine?

il bandolo della matassa

di Lucia Triolo

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il bandolo della matassa

ho perso il bandolo 
della matassa
incappo nella morte
di tutti
viaggio in un nome notturno
senza insegne o dimore
un esilio senza orologi
-non ha più marca il tempo-
intreccio fiori secchi ad un coraggio finto

sono lì tra voi -sudo il grido-
come chi ha perso un treno:
era mio il posto che non c’è!

DURA LA VITA PER GLI SCRITTORI NON FAMOSI

PARTE 4: Come farsi conoscere dai lettori

di Giancarlo Bosini

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Piccolo vademecum in quattro parti di Giancarlo Bosini

PARTE 4: Come farsi conoscere dai lettori

Una formula certa non esiste e spesso sono il caso e la fortuna a far si che le cose si mettano in moto e vadano in porto. Ognuno può trovare le strade che più pensa possano essere efficaci o alla sua portata, magari cercando di destare l’interesse di qualche media o partecipando a qualche evento collettivo; è in questi incontri che si può avere la possibilità di far conoscenze che potrebbero poi risultare utili.

Quella presso i librai è una delle azioni più dirette che un autore possa fare, ma certamente limitata nei risultati, in quanto non è possibile, per motivi logistici e di costo, piazzare in conto vendita il proprio libro in troppe librerie.

Altro mezzo di autopromozione potrebbe essere quello di organizzare frequenti presentazioni (vanno bene librerie di quartiere o locali pubblici tipo happy hour); cominciare dalla propria zona e non aspettarsi grande seguito quando si giocherà “fuori casa”. Per quanto riguarda il farsi conoscere, queste iniziative non andranno ad allargare di molto la cerchia dei propri lettori, data la probabile limitata affluenza di pubblico interessato, ma avrà invece peso la notizia quando la si farà girare in rete, perché è cosa che potrebbe destare interesse, seppur modesto, sia per il libro che per l’autore.

Ci sono poi i social network, ma in questo caso i risultati eccellenti sono solo una leggenda, come i successi ottenuti con il solo passaparola. Ad esempio, scegliendo settaggi adeguati con Facebook è possibile ottenere una sacca potenziale di alcune migliaia di follower. In realtà, in base ai rapporti che lo stesso Facebook rilascia, i post normalmente raggiungono al massimo non più di qualche centinaia di persone e chiaramente non tutte interessate al libro pubblicizzato.

Infine, un po’ di solidarietà fra autori. Perché, se si è letto un libro che vale, non farlo conoscere anche ad altri pubblicizzandolo un po’, magari tramite una buona e onesta recensione?

Già pubblicato:

Parte 1 – “Il mercato editoriale”

Parte 2 – “Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici”

Parte 3 – “Come selezionare una Casa Editrice”

CASE EDITRICI NO EAP

CASE EDITRICI NO EAP

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Sono sicuro che a molti, come a me, sarà capitato di presentare un manoscritto a una casa editrice e ricevere una proposta di contratto richiedente, in forme diverse, una partecipazione onerosa da parte dell’autore. Ci siamo passati sicuramente in tanti. Alla fine ognuno fa la propria scelta. C’è chi decide di passare il proprio tempo partecipando ai numerosi premi e concorsi letterari, gratuiti e a pagamento, presenti sul nostro territorio nazionale. Chi ama perdere il proprio tempo inviando il proprio manoscritto alle varie case editrici, sperando di trovarne qualcuna non a pagamento, disposta a leggerlo e, magari, a pubblicarlo. Altri si attrezzano e iniziano a sperimentare la pubblicazione in proprio, auto pubblicazione (self publishing), dove non si paga niente sotto forma di soldi, ma si paga lo scotto di un notevole dispendio di energie e tempo per progettare, programmare, pubblicizzare eccetera. C’è poi chi, come me, decide di abbandonare ogni velleità di diventare celebre col proprio manoscritto e decide di dedicare il proprio tempo aiutando gli altri più giovani a trovare la propria strada, evitando di farsi abbindolare dalle troppe trappole. Rientra tra le finalità di NoiScrittoriNoiLettori aiutare nei modi possibili coloro che amano leggere e scrivere. Per ogni scelta possibile è stata creata un’apposita pagina sul sito NoiScrittoriNoiLettori.
Invito coloro che sono interessati ad almeno una delle seguenti iniziative a iscriversi a NoiScrittoriNoiLettori (vedi Modulo sopra), qualora non l’avessero già fatto, in modo da ricevere la notifica dei singoli aggiornamenti direttamente sulla propria email senza il rischio di perderli.
1 – CASE EDITRICI NON A PAGAMENTO
Pensavo di doverla attrezzare con poche righe, ma mi son dovuto ricredere. Non sono poche, rispetto a quelle a pagamento. Parliamo dell’ordine di migliaia di editori. Si chiamano NO EAP (EAP sta per editori a pagamento). Non è facile realizzare una lista di migliaia di editori NO EAP. Ma non voglio demordere dall’impresa. Farò le mie ricerche procedendo in ordine alfabetico. Ogni CE verificata sarà inserita in una delle tabelle della pagina con un N° progressivo (che rispetta l’ordine alfabetico), NOME della CE, TIPOLOGIA di pubblicazione, eventuale EMAIL di contatto, eventuale LINK al SITO di ORIGINE.
Ho iniziato a pubblicare sulla pagina 46 CE NO EAP (Quelle che iniziano con un numero o la lettera ‘A’. Man mano che l’elenco sarà aggiornato invierò una breve notifica al Gruppo FB sperando di fare cosa gradita. Il prossimo aggiornamento riguarderà le Case Editrici No Eap la cui denominazione inizia con la lettera ‘B’.
Ho un elenco di più di 6000 case editrici sedicenti no eap, raccolte un po’ ovunque sul web e ordinate alfabeticamente in un file di excell. Sarebbe facile pubblicarle tutte su NoiScrittoriNoiLettori, ma sarebbe poco utile. Alcune CE aprono, ma dopo un poco chiudono. Quindi il primo lavoro consiste nel verificarne l’attuale esistenza e la funzionalità del loro indirizzo web pubblico. Poi è opportuno fare una cernita, utilizzando dei criteri selettivi, favorevoli per l’autore, che non sto qui ad elencare perché troppo specifici e particolari. Dico solo che
del database in mio possesso, di poco più di 6000 case editrici NO EAP, la percentuale di affidabilità è di circa il 9,3%. Questo significa che su cento CE NO EAP solo nove sono affidabili, con qualche ragionevole dubbio.
Per ora l’elenco è solo alfabetico, ma, quando comincerà ad essere più corposo, sarà possibile consultarlo anche per tipologia di pubblicazione.
2 – CONCORSI E PREMI LETTERARI GRATUITI
È una pagina semplice che indirizza ai vari Concorsi e Premi letterari gratuiti sul territorio nazionale nei prossimi mesi. Ho escluso quelli a pagamento per facilitare la scelta.
3 – SITI E PIATTAFORME PER L’AUTOPUBBLICAZIONE
Anche per questa pagina sarà pubblicato un corposo elenco, come per le CE NO EAP, ma tale elenco sarà preceduto da un’analisi delle piattaforme di autopubblicazione più largamente conosciute sul nostro territorio nazionale: AMAZON KDP, STREETLIB, YOUCANPRINT …

Antonio De Martino

forse la morte

di Lucia Triolo

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forse la morte

c’è un posto nel deserto
che inizia dal deserto:
ha un solo fiore

la sua radice
sprofonda nello sguardo 
del ventre dove seduce il calore:
è così che chiama una storia

c’è ancora spazio per me
che ho due deserti
nella tua vita
nel tuo cuore?

…partiva presto il treno
quel giorno
quando lui andò da lei…

cosa cerchi sorella?
forse la morte ha il volto incerto
dei ricordi
il nastro irrecintato di quel fiore

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PARTE 3: Come selezionare un casa editrice

Piccolo vademecum in quattro parti di Giancarlo Bosini

di Giancarlo Bosini

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COME SELEZIONARE UNA CASA EDITRICE

Per prima cosa, quando si sottoporrà la propria opera ad un editore, il manoscritto dovrà essere il più curato possibile in ogni sua forma, sia per facilitare la lettura a chi dovrà esaminarlo, sia per dimostrare di essere un autore e non solamente una persona che ha scritto qualcosa.

Rileggere più e più volte il libro finito, per verificare se tutto ciò che si è scritto è necessario o nel posto giusto, in particolare se tutto quadra nella storia. Leggerlo con lo stesso senso critico che si avrebbe leggendo il libro di una persona che non si conosce e fare paralleli con libri dello stesso genere scritti da altri, senza dimenticare di verificare ancora che non ci siano errori di grammatica, refusi, ecc.

Sarà poi fondamentale assicurarsi che gli editori a cui si invierà pubblichino il genere del proprio manoscritto e per questo è consigliabile studiare bene i loro siti e i loro cataloghi. A parte le case più note, che spesso fanno parte di un unico gruppo editoriale (in questo caso la redazione preposta alle selezioni può essere la stessa, con tempi di risposta che si possono avvicinare ai 12 mesi), le altre potrebbero in gran parte equivalersi (mediamente tempi di risposta da 3 a 6 mesi). Bisogna avere pazienza e differire gli invii in base alle loro tempistiche di eventuale risposta, altrimenti, se si spedisce in contemporanea a tutti, si rischia di bruciare qualche proposta di maggior interesse.

A seguire:

Parte 4 – “Come farsi conoscere dai lettori”

Già pubblicato:

Parte 1 – “Il mercato editoriale”

Parte 2 – “Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici”

La realtà non è come ci appare

di Carlo Rovelli

di Ninetta Pierangeli

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La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose.

(Carlo Rovelli; Raffaello Cortina editore, Milano, 2014)


Sembra difficile questo saggio che pur è scritto con intento divulgativo e, devo ammettere, veramente l’autore riesce a rendere accessibili a chi non ha una preparazione specifica, concetti come la relatività ristretta, la relatività generale, lo spazio quantico. Ci vuole attenzione, questo è vero, ma se ci sono riuscita io, ci possono riuscire molti. Certo, non ho la pretesa di aver compreso tutto, però la cosa bella e importante è che questo testo mi ha aperto uno sguardo nuovo sull’universo e sono rimasta lì a guardarlo con la mia immaginazione, come i due bimbi che vedono cadere la stella sulla terra. Ma cosa mi ha portato questa stella? Come ha illuminato la mia notte?


L’intento dell’autore è spiegare al grande pubblico come potrebbero stare insieme la teoria della relatività generale e quella della meccanica quantistica. Non vi spiego cosa sono e come potrebbero dare un’unica spiegazione della realtà, ve lo dirà lui. Quello che vi dirò è ciò che rimane. Ciò che è rimasto nella mia vita dopo aver letto questo libro.


Ho scoperto che il mondo è fatto tutto di materia, piccola quanto si vuole, corpuscolare, persino la luce è un corpuscolo, e lo spazio non è un contenitore vuoto, ma è fatto di quanti in relazione tra loro. E la relazione è ciò che li definisce e li fa essere ciò che sono per noi. Se vogliamo osservare le micro particelle, i quanti, non possiamo farlo senza modificarne la traiettoria. Osservandoli, cioè entrando in relazione con loro, li modifichiamo. In realtà, secondo al meccanica quantistica di Dirac, ogni oggetto e le sue proprietà “prendono realtà solo quando si scontrano con un altro oggetto”, e “”la realtà è ridotta a relazione”.


“Non sono le cose che possono entrare in relazione, ma sono le relazioni che danno origine alla nozione di cosa”. Il mondo “non è un mondo di oggetti: è un mondo di eventi elementari.


Ma è più semplice parlare di ciò che tutti abbiamo studiato. Noi vediamo dei colori che sono il modo in cui il nostro occhio legge la frequenza con cui i raggi di luce vengono riflessi dagli oggetti. Se noi non avessimo occhi o se i nostri occhi fossero come quelli di altri animali, il mondo non sarebbe così, sarebbe in bianco e nero, sarebbe tutto bianco e così via. La bellezza dei fiori la vediamo noi, perché abbiamo gli occhi per vederla. E la bellezza è dunque il modo in cui il mondo entra in relazione con noi umani, con me e con te.


E il tempo non esiste, esiste solo il divenire. Ma questo lo aveva detto già Eraclito. Ora sappiamo che noi che siamo sulla terra siamo immersi in un sistema di riferimento diveniente, in cui diveniamo insieme. E questo sistema è diverso altrove. Ma questo sistema mi permette di entrare in relazione con te, senza il divenire all’interno dello stesso sistema, io non batterei uno dietro l’altro i tasti di questa tastiera e tu non leggeresti questo mio umile intervento. Il divenire è un processo e “il processo è il passaggio da un’interazione all’altra”.


Lo spazio è curvo. E se è curvo, le rette parallele si incontreranno sempre e nessuno resterà mai solo. L’universo è contenuto e contenente. Rovelli dice che quando Dante l’ha disegnato ponendo la sfere di angeli che circondano e insieme sono circondati dall’Universo, ha avuto questa intuizione.Intuizioni presocratiche, intuizioni medievali, scienza moderna, non sono in questo testo in antitesi, anzi, il cammino della scienza sembra confermare passo passo antiche preveggenze.

Qualcuno, un essere umano, il primo, ha guardato l’Universo, era un dono per lui e per chi gli era compagno.


“Allo spirito scientifico fanno sorridere coloro che dicono di conoscere risposte ultime”.


“Accettare la sostanziale incertezza del nostro sapere vuol dire accettare di vivere immersi nell’ignoranza e, quindi nel mistero”, anche se “vivere nell’incertezza è difficile”,


Rovelli ci chiede di “guardare in faccia la nostra ignoranza” , “accettarla e cercare di guardare oltre”.


Cercare di guardare più lontano. Dove? Ancora con Dante, suggerirei verso “l’amor, che move il sol e l’altre stelle”.

Auto pubblicarsi o essere pubblicati?

di Franco Maria Pelizzari

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Auto pubblicarsi o essere pubblicati?

I tempi dell’auto pubblicazione sono ormai maturi e non c’è alcuna differenza tra l’uno o l’altro percorso, nessuna casa editrice investe su un nuovo autore, sembra debba essere lui stesso a doversi fare strada.

L’auto pubblicazione è efficace? Si possono raggiungere risultati soddisfacenti?Come fare? Dove auto pubblicarsi? Potrei andare avanti all’infinito a farmi domande di questo tipo, in realtà siamo arrivati al punto in cui queste domande non hanno più senso. Perché non solo è possibile, ma è anche necessario.

Perché?  Analizzando il mercato italiano, ci sono due case editrici, una fetta assai consistente del mercato, che hanno centinaia di negozi propri in cui vendono libri, in taluni in abbinamento a cibo, vino, salame, ecc. Sono dunque in realtà più librai che editori, in ogni loro negozio ci sono migliaia di titoli che aspettano solo di essere acquistati. In questa situazione, perché mai dovrebbero pubblicare il libro di uno sconosciuto? E se poi va male e non vende? Mettetevi nei panni di un editor, deve far leggere il libro, farlo correggere secondo i propri parametri, una nuova copertina, il contratto con l’autore, la stampa, le recensioni, tutta una serie di cose per poi magari fare un flop. Meglio vendere i libri che già sono sul mercato, anche editati da altri, tanto poi se un libro vende, allora sì che ci si può accaparrare l’autore, chi direbbe di no a un grande editore?

Ma se invece sono lo scrittore, devo sempre sottostare a questo gioco al massacro? Ecco che arriva la necessità di auto pubblicarmi. Mi consente di andare oltre, io e solo io decido tutto, le correzioni a chi farle fare, la copertina come la voglio, se decido che il titolo dev’essere rosso, sarà rosso, la dimensione del carattere, far sempre iniziare il nuovo capito nella pagina destra, anche a costo di avere qualche pagina in più, pensate un pò che spesa folle! 

E vogliamo parlare delle percentuali che restano all’autore? Da un editore, se va bene, è il 10%, pagato più o meno una volta all’anno, solo sui libri venduti in libreria, quelli non venduti dopo un pò vanno al macero. Nell’auto pubblicazione il 70% sull’ebook e il 60% sul cartaceo, pagati ogni mese, senza alcuna possibilità di errore, si può vedere ogni secondo come vanno le vendite, si è supportati con strategie mirate per fare la giusta promozione con costi molto contenuti.

Allora ben venga l’auto pubblicazione e tutti i suoi vantaggi.

Io l’ho fatto, ho appena iniziato quindi non ho ancora alcun riscontro che possa avvalorare quanto sopra scritto, eppure sono certo che arriverò a ottimi risultati. Certo, per vendere non è sufficiente una vetrina. Bisogna aver scritto un buon libro, se non lo fosse le recensioni lo boccerebbero subito e non basterebbe la promozione a sostenerne le vendite. E questo è ovviamente un altro aspetto positivo, come se potesse farsi strada solo ciò che ha valore, pensate un pò. Credete sia sempre così anche nelle librerie di cui sopra? Già, com’è giusto che sia i libri devono essere scritti bene e devono dare qualcosa a chi li legge. Ed è tutto dovuto al fatto che in questo mercato libero è il lettore che decide cosa gli piace e cosa no. Vi pare poco? E’ il grande crogiolo che nasce da internet, tutti possono dire qualcosa, ci sarà chi dice stronzate, ma anche chi dice cose belle e utili da ascoltare e leggere, ognuno di noi può scegliere il modo per esprimersi, perché io credo che ognuno di noi abbia qualcosa da dare e da dire.

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Parte 2: Come orientarsi nell’oceano delle Case Editrici

Piccolo vademecum in quattro parti di Giancarlo Bosini

Attualmente nel mercato editoriale è possibile distinguere tre categorie di CE. Quelle che pubblicano a loro spese, ossia che si assumono il rischio d’impresa (che è quello che un editore, inteso nel vero senso della parola, dovrebbe fare), quelle che chiedono contributi all’autore, magari tramite forme ingegnose, e quelle che a seconda dei casi optano per la prima o per la seconda di queste due strategie (case editrici a doppio binario).

Ricordiamoci che un libro pubblicato da una piccola casa editrice (in Italia ce ne sono migliaia) probabilmente non arriverà in molte librerie e quindi le vendite saranno scarsissime. Un buon risultato si attesterebbe sulle 250-300 copie vendute (un target non sempre facile da raggiungere).

In genere, come spiegato nella parte 1 di questo post, è l’autore che si deve organizzare per far conoscere la propria opera, perché non sempre le CE si occupano efficacemente della promozione del libro.

Per quanto riguarda i guadagni, le CE (si sta parlando delle piccole) in genere concedono all’autore dal 3 al 10% del prezzo di copertina (poi bisogna togliere l’IVA e pagare le tasse), ma è più frequente vedersi offrire percentuali attorno al 5%. In ogni caso è facile non percepire nemmeno un euro, perché la provvigione potrebbe essere subordinata al numero di copie vendute e, guarda caso, spesso quel numero corrisponde a 250-300 copie.

Inutile dire che sarebbe auspicabile una riforma normativa che possa mettere chiarezza nel variegato mondo delle CE (magari classificandole secondo le tre casistiche sopra illustrate e per le attività svolte a supporto della pubblicazione: correzione bozze, editing, distribuzione, ecc.) e stabilisca per legge quali debbano essere le percentuali dovute come compenso agli autori (le royality), chiaramente vietando le franchigie.

A seguire:

Parte 3 – “Come selezionare un casa editrice”

Parte 4 – “Come farsi conoscere dai lettori”

Già pubblicato:

Parte 1 – “Il mercato editoriale”