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Noi Scrittori

Se siete scrittori esordienti, come me, e iniziate a leggere questo articolo, vi esorto a non fermarvi a metà. Andate fino in fondo, perché ‘ …dulcis in fundo’.

Per pubblicare la propria opera molti neo-scrittori si attengono al procedimento classico: inviano il proprio manoscritto alle varie Case Editrici. Il manoscritto non viene proprio preso in considerazione dalle Case Editrici importanti, ma solo da quelle poco note e con impatto a livello locale. Queste ultime sono ben liete di accettare e pubblicare a pagamento, tanto il loro guadagno lo fanno subito. Magari non sanno niente del contenuto dell’opera. Magari se ne interessano a malapena, solo ad incasso avvenuto. Nella maggior parte dei casi, il romanzo viene pubblicato e viene venduto agli amici e ai parenti dello scrittore. Qualche copia viene venduta nel corso di qualche presentazione, dopodiché il libro muore lì. Lo scrittore si chiede: “Cos’è che non ha funzionato? Ho messo tutto il mio impegno. È una bella storia! La trama è coinvolgente. I personaggi sono perfetti. Sembrano scolpiti. C’è sufficiente suspence per far lievitare l’interesse. A tutti i miei amici è piaciuto e lo hanno anche acquistato. Perché si è bloccato il meccanismo e vendo solo raramente qualche copia?”

L’autore rimane perplesso e non sa rispondere. Eppure la risposta è semplicissima, è a portata di mano. Il libro non è stato pubblicizzato su ampia scala, ma solo nella piccola cerchia degli amici e dei parenti. Per poter attivare i canali di marketing su larga scala c’è bisogno di ben altro. Non mi sento di colpevolizzare le piccole Case Editrici che sopravvivono proprio grazie alle piccole tirature di libri autofinanziati e autopromossi dagli stessi autori. Escluderò dalla mia analisi tutte le piccole Case Editrici, comprese quelle locali, se non addirittura di quartiere, e quelle specializzate a pubblicizzare luoghi storici e turistici. Escluderò anche i colossi dell’editoria che solo raramente si preoccupano di pubblicare opere di scrittori sconosciuti. Per essi bisogna fare un discorso a parte.

L’ideale per uno scrittore esordiente sarebbe di convincere una Casa Editrice importante a pubblicare la propria opera. È il primo passo verso un successo quasi assicurato. Cerchiamo di capirne la ragione.

Una Casa Editrice importante, generalmente, ha già una propria platea di lettori affezionati. Questi sono dei veri e propri clienti per i quali la CE gode di un certo credito per il tipo di opera offerta, per il tipo di autore, ma soprattutto per la qualità sia dell’opera che dell’autore. Guai mai a cambiare qualcosa. La CE deve preoccuparsi di mantenere, e magari accrescere, la propria platea di lettori. Come? Presentando autori noti, ma anche esordienti che producano alta qualità. È l’unico modo per combattere la concorrenza sia dei colossi dell’Editoria, sia delle piccole CE. Come possiamo capire, ogni livello di produzione editoriale cerca di coltivare il proprio orto. Ognuno si crea una propria nicchia di mercato.

Una Casa Editrice storica, che col tempo si è creata una propria platea di lettori, grazie alla presentazione di opere letterarie di una certa qualità, deve lottare per cercare di mantenere i propri standard e di andare anche oltre. Per essa la qualità è un elemento fondamentale. Per lo scrittore esordiente, riuscire a pubblicare la propria opera con una CE importante significa aver dimostrato una qualità che va oltre l’ordinario. La convinzione che l’opera è degna di essere pubblicata non emerge certo dalle perorazioni dello scrittore esordiente, ma da dati oggettivi scaturenti dalle osservazioni di valutatori attenti ed esperti. Ogni opera viene, quindi, attentamente valutata. Per fare questo si affrontano dei costi che talvolta sono anche elevati. Ovviamente ci sono vari metodi per una valutazione. Il metodo più accreditato è quello che prevede più passaggi. Nel primo passaggio il valutatore legge i dati dell’autore e la sinossi dell’opera. Scatta la prima valutazione. Se la sinossi convince, perché risponde alle aspettative editoriali, allora si va al secondo passaggio, altrimenti l’opera viene scartata e non viene proprio letta. Il secondo passaggio è quello più importante. Esso prevede la lettura della prima parte dell’opera, uno o due capitoli (incipit). Se l’incipit convince, per lo stile, per l’interesse che riesce a stimolare, per i personaggi, per l’ambientazione e per l’efficacia della trama, allora si procede verso il terzo passaggio: la lettura di tutta l’opera. Questa non può avvenire con trascuratezza. Il valutatore legge l’opera armato di una scheda di valutazione, dove annota tutte le proprie osservazioni e, alla fine, dà un vero e proprio voto ai vari elementi del romanzo che potrebbero essere: ambientazione, trama, personaggi, lingua, stile …

Facciamo un esempio pratico. Alla CE arrivano 50 manoscritti. 25 vengono scartati subito perché la sinossi è poco convincente. Il valutatore legge l’incipit dei 25 manoscritti restanti e ne sceglie solo 5. Legge i cinque libri che più lo convincono e, alla fine, dalle schede di valutazione emerge che un manoscritto viene valutato appena sufficiente, altri due sono un po’ al di sopra della sufficienza, un altro è da considerarsi buono e un altro è da ritenersi ottimo. La Casa Editrice pubblicherà solo i manoscritti che verranno valutati ottimo, per mantenere alto lo standard qualitativo di riferimento, facendo crescere il proprio pubblico. Ha dovuto pagare un valutatore che ha dovuto leggere e valutare 50 sinossi, 25 incipit, 5 romanzi, per pubblicare un solo romanzo. Poteva anche capitare che nessun romanzo veniva valutato ottimo, questo avrebbe significato una spesa e nessun romanzo pubblicato.

Quattro anni fa mi sono imbattuto in una piattaforma che sicuramente tutti gli scrittori esordienti conoscono bene. Parlo del Torneo Letterario ‘IO SCRITTORE’.

In 10 anni:

  226.246 Giudizi su incipit e opere. – 31.655 Aspiranti autori iscritti – 2.827 Opere valutate in finale – 133 Nuovi autori pubblicati – 1 milione di euro di royalties distribuite agli autori. Un grande successo!

‘IO SCRITTORE’ è da considerarsi un ottimo stratagemma del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), composto da 14 case editrici e 20 marchi editoriali, che ha lanciato negli ultimi anni importantissimi bestseller e grandi autori. Il Gruppo, inventandosi il famoso torneo, è riuscito ad eliminare le spese di una delle figure più qualificanti di una CE, quella di colui che deve valutare il manoscritto. Sono gli stessi scrittori a fare da valutatori. Ovviamente il giudizio in alcuni casi potrebbe risultare falsato, perché non tutti gli scrittori, diventati valutatori, riescono ad essere obiettivi. Tra l’altro, qualche scrittore furbo sottovaluta gli incipit o le opere che gli vengono sottoposte, affinché rimanga sopravvalutato il proprio incipit o opera. Ma questo riguarderà solo parzialmente e marginalmente una piccola porzione delle innumerevoli opere che vengono esaminate. È difficile per uno scrittore sottostimare dei capolavori. Lo scrittore non può fare a meno di immedesimarsi nell’autore dell’autentico capolavoro e, inevitabilmente, in un torneo di così ampio respiro, i capolavori emergeranno. Onore al merito degli ideatori di questa magistrale e geniale strategia.

Veniamo al punto. In tutta questa storia quali sono le persone più maltrattate e calpestate, quelle che danno tanto, ma non ricevono nulla in cambio? Suvvia, non è difficile rispondere. Sono gli scrittori. Quelli che si sono sacrificati per uno o più anni per scrivere un’opera letteraria, che si sono sforzati a valutare gli incipit e le opere degli altri, ma che, alla fine, si ritrovano con un pugno di mosche.

A dire il vero, in questa analisi ho avuto modo di riflettere e una mezza idea geniale, forse, è venuta anche a me. Mi è venuta come un lampo, proprio mentre terminavo di scrivere codesto articolo. Non so cosa ne pensiate voi, ma a me piace! Non ne voglio parlare approfonditamente ora, magari ne parlerò in un prossimo post. Magari non ne parlerò più pubblicamente.

È mia convinzione che un centinaio di scrittori, uniti da un unico proposito, venuto fuori dalla mia idea, sarebbe in grado di rivoluzionare il mondo dell’editoria o, perlomeno, di creare delle nuove nicchie di mercato in grado di soddisfare gli scrittori stessi, più che le CE. Anticipo qualche altra cosa di questa idea embrionale.

Il primo passo sarebbe quello di creare una lista di scrittori, come dicevo prima, almeno un centinaio in partenza, attraverso un modulo di iscrizione che preveda la richiesta dei seguenti dati basilari: Cognome, Nome, email. Questo per consentire uno scambio di idee veramente libero. Attraverso un’email possiamo scrivere più liberamente, allegare e linkare senza vincoli e senza controlli e il rischio di essere bloccati da terze parti.

Il secondo passo potrebbe essere quello di creare un sito che potremmo chiamare ‘NOI SCRITTORI’ magari utilizzando la piattaforma gratuita di WordPress.

Il sito ‘NOI SCRITTORI’ avrebbe le seguenti fondamentali funzioni:

1 – Accettare le istanze di scrittori, con obbligo di iscrizione, che desiderano far valutare e recensire un proprio manoscritto.

2 – Pubblicare, magari con un proprio marchio editoriale, e pubblicizzare opere che abbiano ricevuto una valutazione che vada da ‘Buono’ a ‘Ottimo’.

Il terzo passo potrebbe essere quello di veicolare, attraverso i social media, il pubblico di lettori verso il sito, garantendo la qualità delle opere pubblicizzate. Lo scopo finale dovrebbe essere quello di creare un’ampia platea di lettori, selezionati e affezionati.

Mi rendo conto che l’idea non è affatto semplice e, forse, neanche del tutto originale. Di originale ci sarebbe l’idea di base che siano gli scrittori a decidere sulla validità o meno degli scrittori. Una specie di sindacato degli scrittori. Non è possibile esaminarne tutti i risvolti e i dettagli in poche righe. Io dico che quando viene un’idea e si è convinti, il momento più difficile è quello di avere il coraggio di iniziare. Poi da cosa nasce cosa … Vi lascio augurandovi ogni bene e la realizzazione dei vostri sogni, ma soprattutto vi lascio augurandovi di pensarci bene prima di compilare il modulo dove vi condurrà il seguente LINK. Se saremo almeno un centinaio, chissà …? Male che vada, avremo aperto un confronto su qualcosa che comunque ci accomuna e ci fa sentire solidali tra noi.

MODULO DI ISCRIZIONE DEGLI SCRITTORI CHE INTENDONO PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA DI CUI SOPRA:

N.B. Si può utilizzare per la compilazione sia il pulsante a fondo celeste, che apre il modulo in una nuova pagina, sia direttamente il modulo con il fondo giallo.

VAI AL MODULO

motiva

di Lucia Triolo

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Laggiù
mulini a vento
saline

Si lascia intravedere ogni tanto
tra le onde secche
come cifra da leggere a rovescio

una città straripata da
qualche affetto
o parola
macinati a pietra

È amore? È morte?
Trappola per chi ci finisce dentro
o per chi la evita?

la memoria
non brontola più
mi incrocia le gambe
sul seno 

Sbatte il sole
lo Stagnone: che messinscena!
a non sapere se
guardi o sei guardato

Il papà di Simon

racconto di Guy de Maupassant

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nuovo audio racconto di VOCIFERO podcast

IL PAPÀ DI SIMON 
di Guy de Maupassant

voce narrante Graziana Maniscalco – regia sonora Giuseppe Romeo

link su Spreaker: https://www.spreaker.com/user/12392799/il-papa-di-simon

link su Spotify: https://open.spotify.com/show/4hdcWbUWe7oQ8RtOr2Oplz

link su NoiScrittoriNoiLettori: VOCIFERO – NoiScrittori & NoiLettori (noiscrittorinoilettori.com)

link di testo: https://noiscrittorinoilettori.com/vocifero-2/

Simon è un bambino umiliato e picchiato dai compagni di classe perché “senza padre”. Gli insulti e le percosse lo conducono alla disperazione sino a fargli meditare il suicidio. Ma ecco apparire il fabbro Philippe che si prende cura di lui e finirà con lo sposare la madre di Simon.

“Il papà di Simon” è una delle poche, tra le 300 novelle scritte da Maupassant, ad avere come protagonista un bambino.

Ed insolito è anche il lieto fine: Maupassant conclude la maggior parte delle sue novelle in maniera tragica o ironica; comunque, inattesa e spiazzante per il lettore.

Eppure, in “Il papà di Simon” ricorrono temi consueti all’autore: la ferocia e l’ipocrisia del gruppo che si accanisce contro un individuo (in questo caso, un bambino); i pensieri di suicidio che travolgono molti dei suoi personaggi; l’accordo o il contrasto degli elementi naturali con i moti dell’animo umano.

L’ISOLA DELLO SCRITTORE

L’isola dello scrittore

Ci credevo e non ci credevo. Insomma, avevo dei dubbi. Ma alla fine devo ammettere di aver realizzato un’ottima pagina per NoiScrittoriNoiLettori, una pagina utilissima per tutti, soprattutto per gli scrittori.

Forse è meglio procedere con ordine.

Mi chiedevo: Si può immaginare uno scrittore che non dia il giusto peso all’informazione e all’aggiornamento professionale? Inoltre, su cosa dovrebbe essere sempre informato e aggiornato? Infine, dove e come farlo?

Inconsapevolmente pensavo che un posto ideale dove poterlo fare poteva essere una pagina di NoiScrittoriNoiLettori. Il pensiero fisso che mi turbava era: Ma gli scrittori sono consapevoli dell’importanza dell’informazione in ambito letterario? Da un po’ di tempo, a contatto con giovani autori, sentivo come un mantra la fatidica frase “Sto scrivendo il mio ultimo romanzo e non ho tempo …”

Avvertivo nelle parole di questa frase la sensazione che scrivere un’opera di narrativa sia per determinate persone qualcosa che debba isolare l’autore da tutto e da tutti e andavo convincendomi sempre più che cascare nella trappola dell’isolamento forzato, per dedicarsi solo e unicamente alla produzione letteraria, era un errore imperdonabile. Nell’esistente ogni cosa assume infinite sfaccettature e ognuno di noi è obbligato a relazionarsi con le cose e le persone circostanti. A che serve scrivere se poi nessuno legge quello che hai scritto perché, magari, non ha tempo? Chi scrive deve trovare il tempo per scrivere, ma anche per fare altre cose, soprattutto per leggere.

LA CULTURA LETTERARIA

Per uno scrittore leggere è fondamentale per confrontarsi con altri scrittori che possono essere autori di romanzi, ma anche saggisti, giornalisti, critici, blogger. È importante guardarsi in giro e informarsi sulle tendenze letterarie del momento, sugli autori che viaggiano sulla cresta dell’onda del successo, sui problemi dell’editoria. Uno scrittore privo di cultura letteraria diventa una monade che ignora tutto ciò che lo circonda.

Come orientarsi nel variegato mondo della cultura letteraria al fine di informarsi e aggiornarsi?

Il modo più semplice che mi balzava alla mente era quello di fare un abbonamento a una rivista letteraria a cinque stelle e leggerne tutti gli articoli pubblicati.

Ho cominciato a spulciare numerose riviste e mi sono accorto che nessuna rispondeva alle mie aspettative. Ognuna trattava argomenti diversi rispetto alle altre. Quelli prevalenti erano:

Ultimi libri in uscita; tendenze letterarie in Italia e in altri paesi; sviluppo editoriale nelle varie forme; promozione della lettura; nuove voci letterarie; voci letterarie consolidate; autori esordienti con le loro storie inedite; autori affermati e loro opere.

Alla fine ho scelto otto riviste letterarie ben note, diverse nello stile e per gli argomenti trattati.

LE RIVISTE LETTERARIE

1 – IL LIBRAIO.

Edita da GeMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), “Il Libraio” è la rivista letteraria più diffusa in Italia.

2 – NUOVI ARGOMENTI.

Fondata negli anni ’50 da Alberto Moravia, vi sono passati autori come Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Enzo Siciliano, Dario Bellezza, Dacia Maraini…

3 – ULTIMA PAGINA.

Racconta il nostro tempo attraverso i libri, graphic novel e direttamente attraverso le parole di alcuni protagonisti della società culturale.

4 – EXLIBRIS20.

Un progetto che promuove la lettura, diffonde la letteratura per ragazzi e recensisce le ultime uscite e le nuove voci della narrativa.

5 – LE PAROLE E LE COSE.

Elegante rivista che ospita saggi brevi, estratti di romanzi, racconti e recensioni di diversa natura.

6 – IL TASCABILE.

La rivista si occupa molto bene di monografie su autori e autrici contemporanee.

7 – EFFE.

Una rivista di riferimento per lo scouting e la ricerca letteraria in italia. Un punto di riferimento per chi ama leggere e scrivere.

8 – DOPPIOZERO.

Doppiozero è una rivista culturale, con edizioni in italiano e in inglese, e una casa editrice, in rete dal 14 febbraio 2011.

NOTIZIE LETTERARIE su NoiScrittoriNoiLettori

La pagina di NOTIZIE LETTERARIE su NoiScrittoriNoiLettori alla fine ha preso forma e ne sono orgoglioso. Otto pulsanti per otto RIVISTE LETTERARIE. Ogni pulsante apre una RIVISTA dove vengono presentati cinque TITOLI degli ARTICOLI più importanti, con nome dell’AUTORE, data di pubblicazione e un breve estratto, con la possibilità, se interessati, di leggere l’intero articolo. Tutti gli articoli vengono automaticamente aggiornati con articoli nuovi appena pubblicati. Un totale di quaranta articoli scelti tra le riviste letterarie più quotate che ci fanno intravedere un panorama ampio delle tematiche letterarie che più ci interessano. Invece di aprire ogni singola rivista e scorrere tutte le pagine una alla volta alla ricerca di qualcosa di interessante, uno sguardo d’insieme ai quaranta titoli più importanti del mondo letterario del momento. Un modo nuovo per essere sempre informati e aggiornati.

Con questo sistema ogni scrittore ha la garanzia di essere sempre al corrente di ciò che accade nel mondo letterario. Basta collegarsi una volta al giorno alla pagina NSNLnews di NoiScrittoriNoiLettori, osservare i titoli degli articoli di ogni rivista e ovviamente leggere solo quelli nuovi, ritenuti interessanti.

Questo è il collegamento alla pagina NSNLnews di NoiScrittoriNoiLettori:

pagina NSNLnews

“Virus” – Marcella Nardi – 2020

RECENSIONE DI GIANCARLO BOSINI

Cosa può spingere a riportare in vita un virus scomparso da quasi un secolo?

Molte possono essere le motivazioni, dall’interesse scientifico al desiderio di passare alla storia, dai deliri di potere alle trame politiche. Queste, ma non solo, le cause che danno vita ad una storia molto suggestiva, una storia di fantasia che però si adatta alle spesso perverse logiche che governano il mondo.

Alcuni decenni dopo la fine dell’epidemia di Spagnola, un virologo si dedica allo studio del terribile virus che causò cinquanta milioni di vittime, ignaro del fatto che il suo lavoro, negli anni Duemila, rischierà di scatenare una nuova pandemia a causa di un imprevisto durante esperimenti illegali; il virus sfugge al controllo, si diffonde così un nemico invisibile che può uccidere nel giro di poche ore.

Una giovane virologa, assieme ad un esperto di fama internazionale, si lancia in una lotta contro il tempo per scongiurare un’epidemia di portata mondiale, cercando anche di scoprire i possibili retroscena che hanno portato a una situazione oramai sfuggita di mano, però qualcosa non torna, qualcosa che ha tutta l’aria di essere un allucinante complotto.

Emerge una storia legata a giochi di potere, una miscela ben congegnata d’interessi politici, corruzione e denaro che rapisce sin dalle prime pagine, in cui il ritmo della narrazione e la suspense lasciano il lettore col fiato sospeso fino al colpo di scena finale.

Un thriller avvincente dove non manca nemmeno l’amore; un libro che nulla ha da invidiare alle intriganti trame di Michael Crichton, un libro che da soddisfazione e che quando lo finisci ti accorgi che qualcosa ti viene a mancare.

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Un americano a Roma

She seduced me

di  Mark Tedesco

(Dixi Books Publishing, London, 2020)

Entriamo in un libro che è una dichiarazione d’amore, o meglio: di seduzione. La città eterna ha sedotto questo ragazzo americano: un seminarista che approda qui per studiare e utilizza ogni minuto libero per girovagare. Da dove viene il fascino di questo luogo?

Rome is this collection of stories embedded in the buildings, ruins, people, and hidden angles. For this reason, the city is eternal because the stories continue.

Sono mille, cento, milioni, le storie che si nascondono in più di 2700 anni di storia: l’eternità di Roma è nei suoi volti, nella gente che l’ha amata e che ne è stata sedotta. Realtà e mitologia, fede e superstizione, religione e miscredenza, peccato e virtù, sono racchiusi nel barocco ed esemplificati nel pittore che più di tutti, pur non essendo romano, ha incarnato nella sua vita e nella sua arte, la coppia umano-divino, sacro-profano: Caravaggio. Un disgraziato, un sodomita, un assassino, un ubriacone che ha visto la redenzione vivente nel suo stesso secolo e l’ha raffigurata. Il san Matteo in abiti seicenteschi stupito e felice della chiamata di Gesù.

Let my feet take the lead  e mi portino in giro per la città: il fiume, le case imperiali, i ristoranti, la gente… Immigrati, artisti di strada, romani che non se ne sono mai andati o che sono tornati. La storia continua, o meglio le storie. Sono queste storie che fanno la storia della città. Mark le ha cercate una per una, le ha raccontate e ce le fa vedere, mostrandoci quanto diversa sia la romanità da altre forme di vita. Qui l’ambizione è una caratteristica negativa, l’accoglienza è senza pregiudizio e la gente dice quello che pensa. Così che si veda what kind of man I am.

E sopra tutte queste storie, il sole sorge dal Gianicolo sul Tevere e affonda nel mare a Ostia. Perché a Roma c’è anche il mare e lo sciabordio delle onde si rifrange e risale il fiume, fino ad arrivare all’isola. Di fronte a quel luogo dove le pietre d’inciampo dorate ci ricordano che questa bellezza è stata calpestata e violata nel 1943.  Ma in sedici su duemila tornarono e, Mark non lo dice, il ponte, intitolato a Settimia Spizzichino ce lo ricorda: dentro il cuore della cattolicità batte un cuore ebraico. Il cuore di un ebreo sepolto sotto la cupola michelangiolesca, anch’egli un irruento, un irascibile, il primo dei suoi discepoli: Pietro, le cui orme Mark ha seguito e continua a seguire. And the story goes on!

La poesia incontra la pittura

Tutto pronto, o quasi, per un’esplosione di emozioni sotto forma di immagini e poesia.

Dal 10 luglio al 21 agosto 2021 infatti, il colore predominante dalle parti dell’”Art Saloon: Frames Art & Design” ad Ariccia sarà il Blu!

Si parte dunque il prossimo 10 luglio con la biennale “Profondo blu” giunta alla sua terza edizione, dove verranno esposte le pitture, peraltro di straordinaria bellezza, prodotte dai vari pittori d’arte partecipanti alla mostra, nonché svariate produzioni poetiche, ognuna delle quali connessa ad ogni immagine dipinta.

Una bella idea messa in atto dalla vulcanica e sempre esplosiva Alessandra Altieri che da qualche anno ormai, rende vivo l’interesse per la cultura in generale presso il suo accogliente “Art Saloon” di piazza Domenico Sabatini 18, al centro della splendida e simpatica cittadina dei castelli romani, con iniziative assai apprezzate sia dagli artisti, che dal cospicuo seguito di appassionati.

Interessante, tra le altre cose, sarà anche scoprire come per ogni dipinto rigorosamente a tema,  la poesia riuscirà a proporsi. Quali effetti o stimoli produrranno le immagini in mostra sulla creatività e sulla fantasia dei poeti e come quest’ultimi sapranno sposare le proprie sensazioni agli effetti cromatici e di concetto che ogni quadro conterrà attraverso le sapienti pennellate sulla tela impresse dai pittori.

Sicuramente, come da sempre vado professando, immagine e poesia rappresentano a mio modo di vedere un connubio che si intreccia in maniera del tutto naturale lungo una trama ben serrata, dove sensazioni e percezioni, sono accomunate da una rigogliosa fantasia creativa, mai banale, e soprattutto ricca di spunti sempre innovativi. Un legame, dove la mano che dipinge e il pensiero del poeta si confondono fluendo in un regime di simbiosi ed esaltandosi l’un l’altro, fino a dare vita ad opere complete e indipendenti.

Saranno molte le opere partecipanti ed altrettanti i poeti che hanno voluto prestare il proprio contributo con i loro componimenti dedicati. E sono proprio questi incontri tra diverse discipline che stimolano la crescita di interesse nei confronti dell’arte in generale, dove ogni mondo è interpretato dalla personale capacità di descrizione univoca e individuale, lontana da convenzioni, mai conforme a regole dettate e/o imposte, ma figlia dell’improvvisazione. Del resto, come ben diceva Harold Rosemberg: “Sia l’arte che l’artista non hanno una propria identità, ma la acquisiscono nell’incontro dell’uno con l’altra”.

Appuntamento dunque a sabato 10 luglio per l’inaugurazione della mostra. Ma per chi vorrà alternare una vacanza spensierata a momenti che possano appagare il proprio interesse verso l’arte e la cultura, l’ingresso nell’affascinante mondo del “Profondo blu”, sarà possibile per oltre un mese e fino al 21 agosto 2021, quando chiuderà i battenti per fare posto a un’altra delle mille iniziative nate dalla fantasia di Alessandra.

CASE EDITRICI NO EAP

CASE EDITRICI NO EAP


Ringraziamenti e precisazione
UN SEGNALE
Era mia intenzione fare una semplice comunicazione che il sito NoiScrittoriNoiLettori intendeva mettere a disposizione degli scrittori un elenco di Case Editrici Non A Pagamento (CENAP), usando gli attuali mezzi di comunicazione sul web per tali notifiche: una Newsletter, per avvisare le persone già iscritte, e un post da pubblicare su Facebook. Mi aspettavo, ovviamente, qualche reazione, ma mai nella misura che si è venuta a creare. Nell’arco delle ventiquattro ore dalla pubblicazione del post, ho contato circa 300 “Mi piace” e una quarantina di commenti, ma la cosa che mi ha più stupito è il numero delle visite sul sito (>1200) e il numero di nuovi iscritti a NoiScrittoriNoiLettori (>70). Un segnale, direi, molto forte.
I COMMENTI
La maggior parte dei commenti plaudeva alla lodevole iniziativa del sito (<>60%). Cinque commentatori ci tenevano a precisare di non aver mai pagato per pubblicare i propri libri, qualcuno mi faceva notare che se si fanno pagare non sono case editrici, ma semplici stamperie, qualche altro riferiva di essere riuscito a pubblicare in modo positivo solo dopo aver vinto un concorso. Alcuni si mostravano fortemente scettici nei confronti delle case editrici a pagamento. Un commento mi ha particolarmente colpito. Giustificava le case editrici a pagamento, visto che devono sopperire a notevoli costi. Un dubbio balenava nella mia mente che si trattasse di un EAP e non di uno scrittore, ma non ne sono certo. Un altro commento che mi ha particolarmente colpito sosteneva che se le case editrici si fanno pagare è perché devono fare troppo lavoro suppletivo per perfezionare manoscritti sgrammaticati e manchevoli per la scarsa preparazione degli autori. Un commento presentava un link per divulgare 12 case editrici non a pagamento. Ringrazio tutti coloro che hanno espresso una reazione o elaborato un commento, in particolare chi voleva aiutarmi inviandomi il link di alcune case editrici no eap.
LA DURA REALTÀ
La realtà è un po’ diversa. Ho un elenco di più di 6000 case editrici sedicenti no eap, raccolte un po’ ovunque sul web e ordinate alfabeticamente in un file di excell. Sarebbe facile pubblicarle tutte su NoiScrittoriNoiLettori, ma sarebbe poco utile. Alcune CE aprono, ma dopo un poco chiudono. Quindi il primo lavoro consiste nel verificarne l’attuale esistenza e la funzionalità del loro indirizzo web pubblico. Poi è opportuno fare una cernita utilizzando dei criteri selettivi.
Il primo criterio selettivo riguarda il modo di inviare il manoscritto. Se la casa editrice lo richiede via email, allora il giudizio parte positivo. Se viene richiesto cartaceo, il giudizio è negativo e la casa editrice viene scartata.
Altri criteri selettivi riguardano il modo con cui la casa editrice si rapporta con l’autore. Il sito rappresenta un importante punto di riferimento riuscendo a evidenziare la credibilità dell’attività, attraverso tutte le informazioni aggiuntive che si mettono in risalto nelle pagine. Un altro criterio selettivo riguarda i tempi e i modi di dare una risposta agli autori. Una bozza dell’eventuale contratto pubblicata sul sito stesso sicuramente induce un giudizio favorevole. Seguono una serie di criteri che non sto qui ad elencare perché entrano nel merito. Dico solo che
del database in mio possesso di poco più di 6000 case editrici NO EAP sono riuscito a verificarne solo 150. Di queste solo 14 Case editrici sono risultate idonee. Per ora l’elenco è solo alfabetico, ma, quando comincerà ad essere più corposo, sarà possibile consultarlo anche per tipologia di pubblicazione.
Per chi ha saltato la precedente comunicazione questo è il collegamento alla Pagina delle CASE EDITRICI NO EAP:

CASE EDITRICI NON A PAGAMENTO

Un caro saluto

STORIA DEL “GIALLO”

Parte seconda

di Giancarlo Bosini

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IL GIALLO DAGLI ANNI SETTANTA IN POI

Più recentemente, il Giallo si è intrecciato, oltre che con gli aspetti esistenziali, anche con quelli storici e politici, si pensi ad autori come Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri e lo spagnolo Manuel Vazquez Montalban.

In una società sempre più caratterizzata da nuove e più complesse dinamiche, forse non avrebbe più senso scrivere una storia slegata dal suo contesto e da quello sociologico, come avveniva con il Giallo Classico.

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I GENERI DEL GIALLO

Come già spiegato, nella Parte prima, a partire dal Giallo Classico, il genere si è sviluppato intraprendendo nuovi percorsi, dando luogo a differenti canoni che a volte convivono nella stessa opera.

Il Giallo Classico, chiamato anche Giallo Deduttivo o ad enigma, è la tipologia tradizionale del genere Giallo e anche la più antica: c’è un caso delittuoso da risolvere e c’è un investigatore, spesso privato o dilettante, che scopre il colpevole analizzando anche i più impensabili indizi. L’indagine è quindi l’asse portante del racconto. Questo genere si caratterizza per essere una letteratura di intrattenimento, svincolata da temi di denuncia sociale o di approfondimento.

Il Poliziesco, dove quasi tutto è imperniato sul racconto delle indagini, è il genere che più si identifica con il termine Giallo, infatti negli altri sottogeneri (ad esempio il Thriller o la Spy-Story) il racconto delle indagini svolte non ha la stessa importanza. Il Police Procedural è un poliziesco in cui le indagini sono intraprese da una squadra di investigatori appartenenti alle forze di polizia. Nel Police Procedural è rilevante la descrizione delle procedure e della tecnica di indagine.

Hard Boiled è il genere Giallo americano per eccellenza, in cui un detective privato e con metodi spesso non meno violenti di quelli usati dai delinquenti incontrati sulla sua strada, si imbarca in una sorta di guerra al crimine. Un genere che da subito si è contrapposto, per il suo realismo, al Giallo Deduttivo con la sua netta distinzione tra i “buoni” e i “cattivi”. Si tratta di un genere d’azione, dove i protagonisti si trovano a risolvere il caso attraverso colluttazioni, scontri a fuoco e utilizzando mezzi non proprio ortodossi.

Il Noir, diretto discendente dell’Hard-Boiled, rappresenta il crimine visto dalla parte di chi lo ha commesso o di chi vi è coinvolto suo malgrado. La risoluzione del crimine non è l’aspetto più rilevante, bensì è solo un pretesto per raccontare uno spaccato di società. Il caso viene risolto, ma porta a sollevare problemi e aspetti poco edificanti e molto spesso il colpevole non viene assicurato alla giustizia, a differenza di quanto avviene sempre nel Poliziesco, sia classico che moderno.

L’accento è maggiormente posto sulla psicologia dei personaggi e sull’ambiente in cui avvengono le vicende criminali, aspetto, quest’ultimo, che ha dato origine ad altri due sottogeneri: il Noir Metropolitano, in cui la città diventa la vera protagonista, da ricordare Paolo Roversi per racconti ambientati a Milano, e il Noir Mediterraneo, dove i profondi contrasti tra la bellezza dei luoghi e l’efferatezza dei crimini fanno da colonna portante, In questo sottogenere, in cui il messaggio sociale si sovrappone alla storia dell’intrigo poliziesco, si collocano scrittori come Gianni Biondillo, Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli e Andrea Camilleri.

Il Thriller ha fatto la sua comparsa nel periodo tra le due guerre mondiali sullo sfondo delle metropoli americane sottomesse alla violenza dei gangster e della mafia. Gli elementi che lo caratterizzano sono la suspense e la tensione, creata attraverso artifici letterari.

A differenza del Poliziesco, il lettore assiste direttamente alla preparazione e all’esecuzione del crimine, subendo un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione.

E’ detto Thriller Legale quando i protagonisti sono gli avvocati e i procedimenti giudiziari, i cui meccanismi vengono ampiamente descritti. E detto invece Thriller Medico quando i protagonisti sono i medici legali e gli uomini della scientifica, che in base agli indizi reperiti e all’analisi del cadavere riescono a smascherare il colpevole.

Altro sottogenere del Thriller è la Spy Story, che si evidenzia per le vicende nel mondo dello spionaggio internazionale e si caratterizza per le scene d’azione, il frequente utilizzo della fantascienza e il finale consolatorio.

Giallo Psicologico, questo genere, più che rivolgere l’attenzione agli indizi materiali o alla descrizione dell’ambiente criminale, è molto legato alla figura del protagonista, spesso un eroe negativo, e ai rapporti tra i vari personaggi. Patricia Highsmith è considerata la regina di questo filone. In genere la struttura del Giallo Psicologico è più elaborata per via dello sviluppo dell’indagine introspettiva.

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Giallo Storico, generalmente lo schema narrativo è quello del Giallo di tipo classico, ma la collocazione temporale avviene nel passato, a volte addirittura nella preistoria. Fra le tante possibili varianti vi sono il Giallo Medievale, quello ambientato nell’antica Roma o nell’antico Egitto e più recentemente anche quello ambientato nella prima metà del ‘900.

Serial Killer, genere in cui il criminale, di solito uno psicopatico o un soggetto fortemente disadattato, uccide in serie più vittime, per lo più mettendo in atto un modus operandi meticolosamente studiato e ripetitivo.

IL GIALLO ITALIANO

E’ innegabile che il “Giallo all’italiana”, inquadrabile nel filone definito Giallo Mediterraneo, conosca da qualche decennio una fortunatissima stagione editoriale, caratterizzata da autori come Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri, Giorgio Faletti, Antonio Manzini, Maurizio De Giovanni, Donato Carrisi e tanti altri. Si tratta di un caso di crescita costante che negli ultimi anni ha assunto proporzioni inaspettate. Un fenomeno editoriale mai visto prima, che ha portato ad una vera e propria affermazione di questo genere letterario. Un segno molto evidente del mutare dei tempi, che è stato in grado di riempire una fetta di mercato degna di tutto rispetto, in un settore dalle dinamiche estremamente complesse.

Oggi un titolo su tre nelle preferenze degli italiani è un poliziesco, un Thriller o un Noir, e spesso è un libro italiano. Non più letteratura di serie B, come di sovente veniva considerato fino ad alcuni anni fa, il Giallo è diventato un genere molto apprezzato dal pubblico. Siamo quindi di fronte a un crescente fenomeno di apertura, rispetto alla rigidità accademica di qualche decennio fa, dovuto ad un innegabile cambiamento culturale.

Il Giallo Italiano, nato inizialmente ad imitazione del Giallo Anglosassone, ha assunto oggi caratteristiche così particolari da attrarre sia il mercato librario italiano che quello straniero.

In Italia, il genere giallo, felicemente ibridato con il Thriller e il Noir e in grado di rinnovarsi continuamente rimanendo costantemente attuale, sembrerebbe ora colmare la lacuna mostrata dalle altre forme di narrativa, che dagli anni ’70 hanno praticamente smesso di occuparsi dell’attualità, creando una sorta di vuoto culturale.

Il Noir Italiano è oggi capace di esplorare situazioni di violenza, di soprusi e di disagio, cercando di far chiarezza su misteri e su verità mai rivelate.

Il romanzo Giallo-Noir italiano è così diventato lo strumento per raccontare storie maledette, ma anche per compiere un esame impietoso della realtà; uno strumento per raccontarla, che sfruttando la narrazione tenta di fornire al lettore nuovi strumenti per comprendere la verità delle cose.

Probabilmente una delle chiavi del successo sta anche nell’aver saputo coniugare la narrativa di “genere” con il desiderio di raccontare il proprio paese, i suoi misteri e i fatti della quotidianità, dando al tutto una connotazione tipicamente sociale.

Ci troviamo così di fronte ad una sorta di affresco, che ci racconta con realismo la realtà contemporanea, diventando al contempo strumento di denuncia. Da notare che qui il punto di vista nella narrazione è spesso quello della vittima e il finale non è per nulla consolatorio, come invece avviene nel genere Giallo Poliziesco.

La regionalità degli scrittori italiani pare così essere stata una delle scelte vincenti per ottenere un successo e un’affermazione senza alcun precedente.

Allo stato attuale delle cose, gli autori italiani sembrerebbero essere stati in grado di togliere il primato alle storie ambientate in città come Parigi e Londra, a svincolare il Noir dalle grandi metropoli americane e a condurlo con successo in luoghi a noi più familiari.

Un fenomeno che si sta propagando verso tutto il mondo mediterraneo, un nuovo tipo di Giallo-Noir dal sapore latino che piace e che trova collocazione anche sul mercato estero.

Urashimatarō – racconto giapponese

NoiScrittori&NoiLettori è lieto di annunciare un nuovo episodio del consueto Podcast Letterario ‘VOCIFERO’, meravigliosa trasmissione digitale che produce narrazioni sonore digitali di racconti classici della narrativa. Prodotto dal C.T.S. Centro Teatrale Siciliano.

Urashimatarō – racconto giapponese
VOCIFERO AUDIO RACCONTI

URASHIMATARŌ è un racconto popolare giapponese.
Voce narrante: Luana Toscano.
Regia: Graziana Maniscalco – Regia sonora: Giuseppe Romeo
La leggenda – che narra di un pescatore che compie un fantastico viaggio nel tempo attraverso gli spazi marini – è nata intorno all’ottavo secolo e nel corso del tempo e attraverso numerosi rimaneggiamenti, è giunta ai nostri giorni. Contenuto adatto a adulti e ragazzi. Buon ascolto.

Tutte le opere prodotte da ‘VOCIFERO’ sono ascoltabili sul nostro Sito al seguente LINK:

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Giorno dopo giorno il nostro Sito si va arricchendo di novità. Per chi desidera visitarlo, questo è il collegamento:

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Un caro saluto e a risentirci presto.

Ancora sulla poesia

di Stefano Fortelli

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A proposito di poesia, ci eravamo lasciati sottolineando l’importanza di riuscire, attraverso linguaggio e temi, a coinvolgere e generare immedesimazione nel lettore. Altra componente, a mio avviso fondamentale, è la capacita di creare tensione. Ma come si fa a creare tensione in una poesia? Non stiamo parlando di un racconto o di un romanzo dove c’è spazio, tempo e modo per riuscire a ricrearla questa. E allora cosa si fa? Si utilizzano a caxxo parole solitamente associate a situazioni o stati di tensione? Ovviamente non è così che si ingenera in chi legge, uno stato di inquietudine. L’inquietudine è strettamente legata al sentimento di condivisione dei temi trattati. La tensione nello scoprirsi inermi di fronte ad argomenti e parole che toccano nel profondo. Disarmati nel doversi confrontare con ciò che siamo portati a rifuggire, ma con il quale, gioco forza verrà il momento di dover fare i conti. Il linguaggio deve essere moderno, diretto, disturbante, ma soprattutto, come sottolineato nel precedente articolo, sincero. Dovrà disegnare uno specchio dove, nello stesso momento, sia riflessa l’immagine del poeta e del lettore. Una poesia che non persegua questo obiettivo sarà vacua e volatile, in una parola, inutile.