CHI SIAMO

Antonio De Martino è nato a Napoli il 27/06/1951. Nel 1974 si è laureato all’Istituto Universitario Orientale. Ha lavorato per un breve periodo presso la Biblioteca Universitaria di Napoli.  Ha insegnato Lingua Inglese in varie scuole medie di Napoli e provincia. In qualità di docente, ha lavorato per un decennio all’ITC “Moscati” di Sant’Antimo. Attualmente è in pensione e si dedica alla scrittura. Fondatore e amministratore del gruppo FB ‘Frammenti e Opere Letterarie’, porta avanti il progetto ‘NoiScrittori & NoiLettori’ sull’omonimo sito.

Per capire bene chi siamo dobbiamo fare un passo indietro. L’idea di questo progetto è nata dalla pubblicazione da parte del sottoscritto di un articolo su un grande gruppo FB. Ci fu una reazione massiva di approvazioni e commenti lusinghieri. Pochi furono i commenti di persone che dissentivano. Si è saputo poi che si trattava di rappresentanti di Case Editrici o di persone che comunque traevano beneficio dalle Case Editrici. L’articolo in questione è il seguente:

LETTERATURA SPAZZATURA
di Antonio De Martino

Una volta chi scriveva un romanzo aveva solo una preoccupazione, quella di realizzare un’opera letteraria capace di coinvolgere il maggior numero di lettori. Come? Con una trama efficace e coinvolgente, base dell’architettura dell’opera; con personaggi scolpiti, capaci di entrare nell’anima del lettore, rendendo inevitabile l’immedesimazione; Con l’introduzione di elementi innovativi sia nello stile che nei contenuti e, ovviamente, esprimendo tutto in una forma ortograficamente e grammaticalmente corretta. Se il risultato era almeno buono, qualunque casa editrice era orgogliosa di pubblicare. Aspettavano con bramosia l’arrivo di nuovi manoscritti da leggere, valutare e pubblicare. Una volta era così. Erano pochi gli scrittori ed erano poche anche le case editrici.

Oggi le cose vanno molto diversamente. Ci sono troppi scrittori. Le case editrici sono sommerse dall’invio di troppi manoscritti che non riescono neppure a leggere e a prendere in considerazione. A questo punto la scelta delle case editrici ben note diventa strategica: Interessarsi solo a scrittori già affermati, quelli che hanno un nome e un pubblico sicuro, per i quali vale la pena investire con la garanzia di un tornaconto sicuro. Di fronte a tale atteggiamento la reazione degli scrittori emergenti, ma poco noti, è immediata. Si pubblicano da soli, con nuove piattaforme che non leggono i manoscritti, non li valutano. Li pubblicano soltanto e, dopo la pubblicazione, non si interessano affatto di pubblicizzare. Ogni scrittore si pubblicizza da solo. Come? Attraverso i social media. Da qui la necessità di creare Pagine Facebook, su cui veicolare ipotetici lettori, di creare delle presenze su Twitter cercando di creare nuovi e numerosi followers con la speranza che diventino lettori. Ogni Social media può tornare utile per acquisire un pubblico orientato a seguire lo scrittore emergente che proietta la propria immagine e le proprie opere ovunque. Sono venuto da poco a conoscenza dell’esistenza di una piattaforma dove tutti possono leggere e scrivere gratuitamente. Si chiama Wattpad. Vi si può scrivere anche a puntate. Qual è lo scopo di scrivere su Wattpad? Ovviamente di farsi leggere da persone che rilasciano recensioni. Le recensioni positive aumentano il numero di possibili lettori e, quando raggiungono numeri considerevoli, c’è la concreta probabilità di essere notati da una casa editrice importante. Ci sono autori che, senza spendere soldi, pubblicano con Amazon. Anche qui vale lo stesso discorso. Lo scrittore che pubblica con il colosso Amazon, direttamente o indirettamente, attraverso altre numerose piattaforme, deve fare poi i conti con la visibilità del proprio prodotto. Qui si chiama così, prodotto. L’opera letteraria decade e diventa un mero prodotto, soggetto alle comuni leggi del mercato. Insomma, con Amazon vendere un libro è come vendere una lampadina, una pentola, un materasso … Bisogna convincere le persone, che esplorano il web alla ricerca di qualcosa di buono da leggere, che vale la pena di visitare la pagina che pubblicizza il ‘nostro prodotto’.

Lo scrittore comincia a concentrarsi sulle strategie per pubblicizzare la propria opera, deviando dalla via maestra che lo vedeva concentrarsi solo a creare opere di letteratura. Si fa trasportare dalla foga di vendere e pubblicizzare, intasando il proprio tempo e la propria creatività. Comincia a studiare le regole del marketing, si tiene aggiornato sulle statistiche per capire quali argomenti e quali tipi di storie appassionano maggiormente le persone. Egli è pronto a modificare tutto il castello che aveva realizzato, per creare un nuovo modello funzionale dell’opera da realizzare . No, il castello non viene solo modificato. Esso viene abbattuto del tutto. Si ricomincia, partendo da quello che piace alla gente, anche se non piace e non lo si condivide. Quali sono i romanzi più venduti? Lo scrittore emergente, che ormai è caduto nella trappola, li legge attentamente e crea qualcosa che sia molto simile. Soprattutto categorizza e tagga le sue opere con le stesse categorie e gli stessi tag delle opere di maggiore successo. Assistiamo a una vera e propria massiva deriva: l’intelletto asservito al marketing.

Il risultato è davanti agli occhi di tutti: LETTERATURA SPAZZATURA. Io mi ritengo un ottimista e non uno che si piange addosso. Mi piace pensare positivo. Proviamo a leggere una ventina di opere che ci vengono propinate dagli algoritmi del gigante Amazon o dai flussi di suggerimenti di Kobo. Sicuramente troveremo almeno un’opera interessante, certo niente di eccezionale, ma qualcosa che potremmo ritenere ‘passabile’. Tutto il resto è spazzatura, opere create solo per essere acquistate, sfruttando tutte le strategie possibili per abbindolare il futuro lettore a fare un click col proprio indice. In tutto ciò i colossi della distribuzione libraria non sono direttamente responsabili della produzione di spazzatura. Essi offrono solo e semplicemente l’opportunità a chiunque di auto-pubblicarsi. I veri responsabili della letteratura spazzatura son gli scrittori stessi che hanno dismesso l’abito dello scrittore per indossare quello del venditore.

Come comportarsi in questo marasma? Ognuno fa le sue scelte. Per me la scelta migliore è quella di non tradire mai se stessi. Chi scrive dovrebbe farlo solo per il gusto di scrivere, di comunicare le proprie idee agli altri, attraverso qualsiasi mezzo letterario, cercando di migliorare nel tempo, ascoltando attentamente anche le critiche, senza cambiare mestiere. Ci sono persone molto brave a vendere. Lasciamo che siano loro a fare questo mestiere. Se uno scrittore scopre di essere un bravo venditore vuol dire che ha scoperto la sua vera identità. Allora, smetta di scrivere. Meglio un bravo scrittore che non vende libri che un cattivo scrittore che vende molti libri. Qualcuno dirà che è meglio un bravo scrittore che vende molti libri. Non sono d’accordo. Se è bravo non vende i propri libri, sono altri a venderli.

lo scrittore

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