CESARE LOMBROSO: LEOPARDI ERA AFFETTO FOLLIA DEL DUBBIO

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GIANNI GIOLO

CESARE LOMBROSO: LEOPARDI ERA AFFETTO FOLLIA DEL DUBBIO
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CESARE LOMBROSO: LEOPARDI ERA AFFETTO FOLLIA DEL DUBBIO

Lo scienziato Cesare Lombroso, prendendo lo spunto da uno studio del 1896 del fisiologo recanatese Mariano Luigi Patrizi su “Giacomo Leopardi e la sua famiglia”, accusa il poeta di essere affetto da una forma di epilessia che egli considerava “come la vera base de genio”.

Patrizi aveva svolto un’indagine sugli antenati di Leopardi trovando nella sua famiglia esempi di santi, criminali, pazzi e anche di qualche uomo di genio. Il suo saggio accese subito l’interesse di Lombroso che decise di recensirlo sulla rivista di cultura e costume “L’Illustrazione Italiana”.

Leopardi era affetto da quella che Lombroso chiamava “follia del dubbio”, un’irresolutezza che investiva l’essenza stessa della sua personalità, tale da indurlo ad essere soggetto a continui cambiamenti di umore e di atteggiamenti contraddittori. Come prova della sua tesi il Lombroso parla degli atteggiamenti eccentrici e scontrosi di Leopardi bambino che si chiudeva in se stesso, montava su tutte le furie, si ritirava nell’oscurità di un angolo e ruggiva come un piccolo leone. Secondo Lombroso la biografia stessa di Leopardi conferma le sue ultime teorie della patogenesi epilettoide del genio. A riprova cita una testimonianza personale del poeta:

“La mia vita è e sarà sempre solitaria, anche in mezzo alla conversazione, nella quale, per dirlo all’inglese, io sono più absent di quel che sarebbe un cieco e un sordo. Questo vizio dell’absence è in me incorreggibile e disperato”.

Lo conferma anche la vita caotica del poeta che si abbandonava ad eccessi sistematici: “caffé, sciroppo di caffé, limonéa, sciroppo di limonéa, cioccolatte, gelati” che ingurgitava con “furore”. Il giorno prima di morire, ricorda lo psichiatra, “divorò in poche ore un chilogrammo di confetti, e a desinare, insieme alla zuppa, un’abbondante granita”.

Altre anomalie comportamentali, desunte dallo studio di Patrizi, erano il vagabondaggio che lo portava peregrino da un posto all’altro e il peso compulsivo delle sue idee che lo “martirizzavano”, angosciandolo senza requie.

Le teorie di Lombroso che scambiano le debolezze fisiche del poeta come malattie mentali, vanno ricordate per il loro valore storico e non certo scientifico. A questi critici il poeta stesso rispondeva nella lettera al De Sinner del 24 maggio del 1832: “è stato solo per debolezza degli uomini che si è voluto vedere le mie opinioni come risultato delle mie debolezze fisiche. Prima di morire, io voglio protestare contro queste invenzioni delle debolezza e della volgarità e pregherò i miei lettori di cercare di demolire i miei ragionamenti piuttosto che accusare i miei malanni”.

Gianni Giolo

Gianni Giolo, nato a Vicenza il 9/11/1940, laureato in Lettere classiche all’Università di Padova, ha insegnato materie classiche al liceo classico “A. Pigafetta”, e latino e greco biblico all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Vicenza. Ha scritto saggi di epigrafia latina, sulla tragedia greca (“Il concetto di philia nella tragedia di Euripide”) e sulla retorica nel mondo antico, pubblicati dall’università di Padova. Ha curato un’antologia di Aleardo Aleardi, ha tradotto le poesie di Saffo, il Fedone di Platone, La vita felice e La tranquillità dell’anima di Seneca, La Magia di Apuleio, i Dialoghi di Luciano, le Confessioni di Sant’Agostino e i Vangeli. Ha pubblicato un libro di poesie “Idilli palladiani” (Edizioni del Leone). Ha scritto con l’Editrice Veneta “Scrittori di Vicenza”, “Lettere di Giacomo Zanella a Alvisa Dalle Ore” (2006), “Da Zanella a Meneghello” (2008). Nel 2011 è entrato nella rosa dei finalisti del premio di Torino “I Murazzi”, diretto da Sandro Gros-Pietro e ha visto pubblicato il libro di poesie “Cento Sonetti” (Genesi Editrice). Nel 2012 ha pubblicato il libro “Zanella e Leopardi” (Editrice Veneta). Nel 2015 ha pubblicato il romanzo “A ciascuno il suo” che ha vinto il premio I Murazzi di Torino per l’inedito 2015 (Genesi Editrice). Collabora con giornali, periodici e riviste letterarie. Vive a Marostica (Vicenza), in via Philidor 1/8, tel. 0424-72954, email giolo.giovanni4@gmail.com

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