Ancora sulla poesia

di Stefano Fortelli

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A proposito di poesia, ci eravamo lasciati sottolineando l’importanza di riuscire, attraverso linguaggio e temi, a coinvolgere e generare immedesimazione nel lettore. Altra componente, a mio avviso fondamentale, è la capacita di creare tensione. Ma come si fa a creare tensione in una poesia? Non stiamo parlando di un racconto o di un romanzo dove c’è spazio, tempo e modo per riuscire a ricrearla questa. E allora cosa si fa? Si utilizzano a caxxo parole solitamente associate a situazioni o stati di tensione? Ovviamente non è così che si ingenera in chi legge, uno stato di inquietudine. L’inquietudine è strettamente legata al sentimento di condivisione dei temi trattati. La tensione nello scoprirsi inermi di fronte ad argomenti e parole che toccano nel profondo. Disarmati nel doversi confrontare con ciò che siamo portati a rifuggire, ma con il quale, gioco forza verrà il momento di dover fare i conti. Il linguaggio deve essere moderno, diretto, disturbante, ma soprattutto, come sottolineato nel precedente articolo, sincero. Dovrà disegnare uno specchio dove, nello stesso momento, sia riflessa l’immagine del poeta e del lettore. Una poesia che non persegua questo obiettivo sarà vacua e volatile, in una parola, inutile.

Pubblicato da Stefano Fortelli

Napoletano sui generis, animo mite ma ribelle, con il passare degli anni sviluppa una introversione e un isolamento che lo portano sempre più spesso a riflettere su temi universali quali il fluire del tempo e della vita, il rimpianto, la disillusione, la coscienza, l’incertezza e i tanti quesiti irrisolti che ci portiamo dentro. In tempi recenti (2014) comincia a utilizzare la penna per fissare su carta le sue meditazioni. Parallelamente partorisce una geniale idea artistica e coinvolgendo l'amico di una vita, Corrado, fonda un duo artistico che si firma con lo pseudonimo ION. Le sue riflessioni sempre più profonde e amare sul mondo che ci circonda e sulla caducità del tutto, lo portano a sviluppare sue visioni in merito tesi della "assenza del presente" e maturare l'idea di pubblicare una raccolta di poesie che sviluppi il tema dell'aldilà in senso più ampio. La silloge dal titolo "L'ultimo giorno (versi dell'aldilà)" vede così la luce sul finire del 2019. Sul finire del 2020 pubblica il suo secondo lavoro: una silloge in stile "dark poetry" dal titolo Il martello nella testa.

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