Poesia secondo me

di Stefano Fortelli

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Un flash rapido e pungente, un ricorrente pensiero che come un mantra ti rimbalza, una sensazione piacevole o molesta, una visione che suggerisce immagini o immagini che ispirano fantasie, un ricordo di vita vissuta o sognata, un profumo o un soffio di vento sul viso. Così, e in altri mille modi può nascere l’ispirazione per scrivere una poesia. Ma l’ispirazione non può prescindere dalla necessità di essere assecondata in tempi brevi. Come un sogno che al mattino non si riesce a ricordare, così la poesia, se non sviscerata nell’immediatezza, perde forza, pathos, muta dimensione, affievolisce il suo impeto. Il cambiamento della condizione che genera l’ispirazione, comporta una elaborazione totalmente differente: così per esempio, se in un determinato luogo e momento, la percezione di un profumo evoca immagini e sensazioni, in altro contesto temporale o di luogo, svanirà il profumo lasciando solo una scia di ricordi sbiaditi. La prima condizione affinché una poesia possa colpire e coinvolgere chi legge è dunque la sincerità. La sincerità di aver assecondato l’urgenza di scrivere. La personale voce dello scrittore, farà poi sì, che la poesia sia in grado di generare condivisione, ossia cercare di suscitare nel lettore le sensazioni provate dallo scrittore stesso.

Pubblicato da Stefano Fortelli

Napoletano sui generis, animo mite ma ribelle, con il passare degli anni sviluppa una introversione e un isolamento che lo portano sempre più spesso a riflettere su temi universali quali il fluire del tempo e della vita, il rimpianto, la disillusione, la coscienza, l’incertezza e i tanti quesiti irrisolti che ci portiamo dentro. In tempi recenti (2014) comincia a utilizzare la penna per fissare su carta le sue meditazioni. Parallelamente partorisce una geniale idea artistica e coinvolgendo l'amico di una vita, Corrado, fonda un duo artistico che si firma con lo pseudonimo ION. Le sue riflessioni sempre più profonde e amare sul mondo che ci circonda e sulla caducità del tutto, lo portano a sviluppare sue visioni in merito tesi della "assenza del presente" e maturare l'idea di pubblicare una raccolta di poesie che sviluppi il tema dell'aldilà in senso più ampio. La silloge dal titolo "L'ultimo giorno (versi dell'aldilà)" vede così la luce sul finire del 2019. Sul finire del 2020 pubblica il suo secondo lavoro: una silloge in stile "dark poetry" dal titolo Il martello nella testa.

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